Ci abbiamo messo un po’ a scrivere una recensione di Nioh, per capire a fondo le numerose sfumature di un titolo che soltanto superficialmente potrebbe essere definito un emulo di Dark Souls e sadica compagnia e che invece, una volta imbracciato il pad, si rivela in tutta la sua originalità costringendo i recensori dal bollino facile a un piccolo passo indietro. L’ultima fatica del Team Ninja ha infatti sì dei punti di contatto con il mondo oscuro e oppressivo della saga From Software, ma si tratta di pochi elementi: nello specifico il sistema di avanzamento del nostro alter ego e i falò. Per il resto, non sembra percepirsi nemmeno il tentativo di andare a inseguire un filone che ha già raccolto il suo ampio numero di appassionati emuli, non tutti perfettamente riusciti. Qui siamo piuttosto di fronte a una formula fresca, complessa e completa.

In pieno stile action, innanzitutto, la nostra possibilità di muoverci per la mappa è parzialmente limitata. Da un hub centrale selezioneremo la missione da affrontare e ci troveremo così catapultati in delle aree sempre piuttosto circoscritte e immediate, anche se non manca la possibilità di esplorare qua e là per soddisfare la nostra curiosità. Le quest si dividono in principali, secondarie e “crepuscolo”, versioni alternative e decisamente più difficili delle altre. Insomma, l’ideale per livellare al meglio e per il farming di oggetti preziosi. Quello che raccoglieremo durante le nostre avventure può essere smontato, migliorato, fuso e chi più ne ha più ne metta,  con un sistema simile a quanto già visto in vari dungeon crawler e celebri hack ‘n slash.

Il fiore all’occhiello di Nioh è però senza dubbio il gameplay vero e proprio. Talmente complesso e strutturato che vi basti sapere delle possibilità per il nostro protagonista William di utilizzare punti samurai per sbloccare abilità attive o passive e distribuire le varie capacità su un totale di cinque tipi diversi di arma, idea alla quale si affianca quella dei punti ninja per apprendere, invece, le tecniche tipiche degli shinobi (la bomba fumogena, i kunai, gli shuriken…oltre alla possibilità di muoversi silenziosamente,  colpire alle spalle o avvelenare il nemico). Soddisfatti? Beh sappiate che esistono anche i punti da Mago, utili a creare i tipici talismani di protezione o a buffare le nostre risorse. Ce n’è davvero per tutti i gusti insomma, con evidenti benefici di rigiocabilità. Come se non bastasse abbiamo a disposizione tre pose di combattimento per ogni arma, intercambiabili con un semplice click in qualsiasi momento, anche durante una combo.

Quella che siamo abituati a chiamare stamina, qui è il “Ki”. Valore più che fondamentale, visto che se dovesse arrivare a zero il nostro pg si troverà spompato e possibile vittima di un attacco critico da parte del primo malintenzionato di turno. Sfruttare al meglio la statistica, di contro, renderà il nostro William un’autentica macchina da guerra, capace di mutilare atrocemente un qualsiasi demone in pochi secondi. Infine, un’abilità ancor più particolare che definisce ulteriormente il nostro alter ego sanguinario: la capacità di vedere gli spiriti, alcuni dei quali pronti a unirsi a lui per aiutarlo. Una volta caricata l’apposita barra speciale, William potrà evocarne uno e per un tempo limitato sarà in grado di usare un moveset speciale, che comprende anche l’intervento diretto del suo etero aiutante sul campo di battaglia.

La trama è piuttosto semplice anche se piacevole da seguire. Il protagonista è William Adams ed è ispirato a una figura storica realmente esistita, un navigatore inglese che, dopo aver raggiunto il Giappone probabilmente per primo tra la sua gente, si stabilì nel paese del Sol Levante guadagnandosi il rispetto dello shogun Tokugawa Ieyasu e in seguito di suo figlio, divenendo talmente importante da scegliere di non fare più ritorno in Europa. In Giappone veniva chiamato Miura Anjin (il timoniere di Miura). Il gioco inizia con una fuga dalla torre di Londra del nostro personaggio , uno dei pochissimi essere umani capaci di vedere i demoniaci Yokai, e proseguirà poi con un viaggio in Oriente alla ricerca di poteri mistici (gli Amrita) capaci di sbilanciare a tal punto gli equilibri mondiali da far gola a qualsiasi tipo di entità vivente e non. Inutile dire che nel corso del suo viaggio William sarà costretto a scontrarsi con mostruosità di ogni tipo, una più feroce dell’altra.

L’ambientazione è una piccola chicca per chi è appassionato dal folklore giapponese: gli Yokai sono infatti ricalcati fedelmente sulle tradizioni nipponiche, dettaglio che rende scoprirli e combatterli ulteriormente stimolante vista la quantità di informazioni che riusciamo a ricavare dalle creature. Lo stesso vestiario è fedelmente ispirato alle ricostruzioni storiche, soprattutto per quanto riguarda le armature da samurai (sempre una delle cose più belle da vedere, inutile negarlo) e l’armamentario. Qualsiasi sia il set da voi scelto, William sarà sempre uno spettacolo ambulante, da ammirare a ogni inquadratura.

In conclusione possiamo affermare che è difficilissimo pentirsi dell’acquisto di Nioh tanto quanto sarà difficile staccarsi dal pad una volta lanciato il gioco. Un titolo validissimo, divertente e abbastanza impegnativo, con dei boss veramente ispirati pronti a regalarci alto grado di sfida e altrettanta soddisfazione.