Tempo di bilanci e di buoni propositi, di festeggiamenti e rimpianti, sbronze colossali o viaggi in giro per il mondo (l’una ovviamente non esclude l’altra). Anche il 2016 volge al termine, e per fortuna penseranno i non troppi vip sopravvissuti alla vera e propria ecatombe che ci ha privato mese dopo mese dei vari David Bowie, Bud Spencer, Prince, Alan Rickman e via fino al più recente, in ordine cronologico, George Michael. Tralasciando i lutti, proviamo a concentrarci su quel che è stato l’anno in termini videoludici, 12 mesi ricchi di soddisfazioni e capaci di assecondare davvero ogni esigenza. Umilmente proviamo qui a riproporvi i titoli più interessanti che hanno arricchito le nostre personali bacheche di recente, consci di suscitare qualche immancabile polemica causa esclusioni illustri (non siamo cattivi, ci mancano solo tempo e spazio) per le quali promettiamo già di cospargerci il capo di cenere. Pronti a partire? Allacciate le cinture!

10 – Gears of War 4
Pensavate che le peripezie di Marcus Fenix e dei suoi fedeli compagni fossero ormai giunte al capolinea? Niente di più sbagliato. Ambientato 25 anni dopo il predecessore, Gears of War 4 ci riporta su un pianeta solo apparentemente in ripresa, gravato da una tetra e preoccupante minaccia che inizia a delinearsi all’orizzonte. Una nuova generazione di eroi pronta a farsi avanti, le care vecchie meccaniche da sparatutto in terza persona, un passaggio di consegne riuscitissimo tra generazioni diverse e una magia di fondo che non si è affatto persa, anzi. La campagna in singolo funziona senza mai osare troppo, il comparto multiplayer è la solita granitica certezza sulla quale scommettere a occhi chiusi. Certe abitudini non cambiano e tutto sommato è bene così.

9 – Doom

E a proposito di graditi ritorni, il papà degli shooter in prima persona ha deciso che era giunto il momento di regalare di nuovo ai suoi tanti fan sparsi per il globo ore di intensi e sanguinosi massacri a colpi di motosega e doppietta. Sviluppato da idSoftware e pubblicato da Bethesda, Doom è un violento salto indietro nel tempo fino alle origini del genere, con mini arene ad alternarsi senza sosta, scontri di difficoltà crescente e power-up che, in barba alla verosimiglianza inseguita dai titoli contemporanei, saltano fuori lampeggianti dal nulla. Adrenalina in dosi massicce, Cyberdemoni da squartare e un BFG nuovo di zecca che aspetta soltanto di essere imbracciato. Cos’altro chiedere a Sua Maestà se non ore e ore di divertimento spensierato?

8 – Fire Emblem: Fates

Un salto del mondo Nintendo 3DS per citare (un po’ a sorpresa, ma dipende dai gusti) uno strategico capace di fare la gioia degli appassionati grazie alla complessità di un sistema che prevede la possibilità di creare il proprio esercito personale, con tanto di base ricca di negozi dove rifornirsi e coraggiosi guerrieri della nostra armata con i quali interagire. Aggiungete una storia che varia a seconda del personaggio scelto, ma che in ogni caso vi condurrà per mano attraverso una favola oscura e potente, un gameplay estremamente sfaccettato, musiche efficaci e una grande pulizia grafica e avrete tra le mani un titolo sicuramente non per tutti ma al quale vale decisamente la pena dare una chance.

7 . Dishonored 2

A proposito di titoli forti, capaci di imporre senza filtri e con decisione la propria identità, eccoci alla prese con il re dello stealth contemporaneo. Dishonored 2 ci riporta alle vicissitudini della famiglia reale di Dunwall, con la legittima imperatrice che vede il suo trono vacillare di brutto a causa di un repentino colpo di stato. Nei panni di Emily Kaldwin o Corvo Attano (a voi la scelta) sarete chiamati a scoprire la verità e salvare il salvabile, addentrandovi in un mondo di gioco che lascia piena libertà al giocatore sull’approccio da adottare per portare a termine gli obiettivi e che abbonda di segreti, macchinazioni da ricostruire ed eventualmente sventare, trame e cospirazioni a ogni angolo della strada. Un prodotto che premia gli utenti meno guerrafondai e più curiosi, ricompensandoli con una profondità eccezionale che fa il paio con un level design a tratti davvero superbo.

6 –  Inside 

Sviluppato da Playdead ed erede dell’apprezzato Limbo, Inside è un puzzle game cupo e affascinante allo stesso tempo, ambientato in un futuro distopico dove un ragazzo senza nome lotta per risolvere enigmi e rompicapi e avere così salva la vita. Paesaggi monocromatici, musiche assenti per lunghi tratti e che poi fanno capolino di colpo, grigie figure dalle maglie scure e dai volti indefiniti che danno la caccia al protagonista per dei motivi foschi e misteriosi. Un titolo originale e profondo, intrigante e oppressivo, che metterà alla prova i vostri riflessi e il vostro acume e vi disturberà grazie a una narrazione fatta soltanto di elementi ambientali, senza mai un filmato a spiegare esplicitamente qualcosa. Strano, senza dubbio, ma anche incredibilmente meritevole. Se non l’avete ancora provato, fatelo e in fretta!

5 – Dark Souls III

Si invecchia bene, dalle parti di FromSoftware. Dopo lo straordinario Bloodborne, ecco tornare la saga più “cattiva” della recente storia dei videogame, un fantasy medievale che catapulta il giocatore in un regno desolato e desolante, costringendolo ad affrontare minacce apparentemente insormontabili alla ricerca di antichi Signori dei Tizzoni da riportare ai loro troni così da poter vincolare di nuovo la Fiamma. Tosto, curato in maniera maniacale, forte di meccaniche ormai consolidate negli anni e di una sceneggiatura ostica e allo stesso tempo accattivante, Dark Souls III è la degna conclusione di un’odissea dark capace come nessun’altra di andare in controtendenza, spingendo gli utenti a rivedere (udite udite) i propri gusti e cimentarsi in imprese inedite per gli standard di questi ultimi anni. Armatevi di pazienza (e pad di riserva) e non tiratevi indietro!

4 – Overwatch

Un’attesa durata oltre un anno quella degli appassionati che non vedevano l’ora di lanciarsi in quello che prometteva di imporsi come uno degli sparatutto a squadre più esaltanti di sempre. Pazienza ampiamente ripagata da questo Overwatch che è di fatto l’ennesimo centro targato Blizzard, un FPS innovativo sotto tantissimi punti di vista (in primis il modo di sciorinare la sua trama), piacevole sotto il profilo prettamente estetico e dannatamente convincente nelle sue solo in apparenza banali modalità. Divertente, accessibile a tutti, pastellato e irresistibile nonché capace di raggiungere e conquistare 20 milioni di giocatori sparsi per il globo. Difficile aggiungere altro per un gioco che esalta la competitività e premia lo spirito di squadra: un successo su tutta la linea.

3 – The Last Guardian

Una genesi travagliata, con rinvii continui e la sensazione crescente che l’erede spirituale di Ico e Shadow of The Colossus non avrebbe mai visto la luce. E invece, quasi dieci anni dopo il primo annuncio, ecco finalmente sbarcare su Play Station 4 The Last Guardian, fiaba dolce e toccante che vede un ragazzino abbandonato in un luogo misterioso fare amicizia con una creatura mostruosa ma fedele, che si trasformerà col passare dei minuti nel miglior compagno di viaggio possibile al fianco della quale lanciarsi in un’avventura struggente. Vero, tecnicamente non siamo affatto all’altezza dei colleghi che affollano gli scaffali dei negozi. Ma il gioco ha un’anima viva e pulsante, capace di emozionare con la stessa profonda semplicità dei racconti fatti da una mamma al suo bambino sotto le lenzuola. Un puzzle game da vivere tutto d’un fiato, senza pregiudizi. E senza vergognarsi di dirlo poi agli amici.

2 – Final Fantasy XV

Chi lo avrebbe mai detto che questo 2016 ci avrebbe regalato, proprio a ridosso del Natale, un Final Fantasy finalmente degno di portare questo nome? La sorpresa più piacevole dell’anno arriva a ridosso dei titoli di coda ed è una vera manna dal cielo per i giocatori cresciuti nel mito dei vari Terra, Squall o Cloud. Il principe Noctis è prossimo a un matrimonio che potrebbe sancire la tregua tra il  Regno di Lucis e l’Impero di Niflheim, ma proprio a un passo dalle nozze ecco un drammatico colpo di scena a sconvolgere i piani e far deflagrare, inevitabile, la guerra. A noi il compito di sistemare le cose prima che precipitino definitivamente, accompagnati da tre fidi amici/bodyguard con i quali condivideremo, oltre al campo di battaglia, viaggi in auto, campeggi notturni sotto le stelle e avventure a non finire in un mondo di gioco sconfinato e ricco di possibilità. Trama all’altezza (pur con qualche passaggio meno riuscito), colonna sonora sublime, un villain convincente e la capacità, unica della saga, di emozionare e coinvolgere senza scendere a banali compromessi. Il quindicesimo capitolo della Fantasia Finale è un ritorno prepotente, in pompa magna, e i fan non possono che fregarsi le mani.

1 – Uncharted 4

Sì, nel leggere questo nome forse qualcuno penserà: che barba, sempre e solo Uncharted. Vero, vedere in cima alla lista per l’ennesima volta Naughty Dog con il suo Nathan Drake può suonare scontato, ma d’altronde che male c’è nell’essere perfetti? La saga action per definizione è ancora oggi il fiore all’occhiello di questa generazione di console, mettendo sul piatto della bilancia un comparto grafico semplicemente superbo accompagnato da ritmo incalzante, sparatorie frenetiche ed esaltanti, personaggi carismatici e un’ambientazione ancora una volta ispiratissima. Una giostra che vorremmo non si fermasse mai, arricchita da un gameplay più variegato e da meccaniche ormai consolidate ma non per questo meno funzionali. La malinconia di fondo che accompagna questa ennesima incursione in un mondo di tesori e misteri fa il resto: non siamo di fronte a un semplice videogioco, ma a un’opera a tutto tondo dal valore incommensurabile. Il medium videoludico ha raggiunto nuove vette e piantato la sua bandiera. Non poteva che essere l’immortale Jolly Roger!